“Si può morire in tanti modi:crocifissi come Gesù, con la cicuta come Socrate, in una vasca da bagno come Marat, gloriosamente come i generali dei grandi eserciti nei campi di battaglia o miseramente come la gracile vecchietta nel suo povero giaciglio. Ma, quando arriva, la Morte non si cura del suo prescelto. Chiunque sia, gli gira intorno, avvolta nel suo mantello nero, brandendo la lucente falce, e, danzando la sua danza macabra, come nelle icone del Medioevo, quando scocca l'ora, lo ghermisce, come l'aquila la sua preda, sparendo nel buio dell'eternità.”
Giuseppe Tobia
“Negli anni 70, se eri idoneo al servizio militare, aspettavi con ansia l'arrivo della cartolina-precetto che ti comunicava la chiamata alle armi. Quando ti arrivava, ti preparavi e non vedevi l'ora di partire e prima partivi e prima ti levavi il pensiero. Peccato che per la Morte non sia così! Nessun preavviso, nessuna cartolina-aldilà e nemmeno, come in Pinocchio, i quattro conigli neri con la bara che possono anche ripensarci. La Morte ti prende alle spalle proditoriamente e, zac!, un colpo netto e non esisti più. L'unica cosa buona è che, come per il servizio militare, ti sei levato il pensiero! Ed è certo che non dovrai morire più.”
Giuseppe Tobia
“I mariti che sospettano che la loro moglie abbia un amante, guardano sotto il letto, aprono l'armadio, controllano lo smartphone, la pedinano e, quelli che hanno visto "La signora in rosso", pensano anche che possa essere sul cornicione della finestra. Nessuno, che sollievo! Ora sono sicuri, la loro mogliettina è fedele, anzi fedelissima. Poveri ingenui! Purtroppo, dimenticano sempre di guardare nell'unico posto dove é possibile scoprire con assoluta sicurezza, l'eventuale infedeltà della propria moglie. Quel posto è lo specchio, basta osservare per bene la fronte e, se non ci sono vistose protuberanze, allora sì che si può stare veramente tranquilli!”
Giuseppe Tobia
“Adagiarsi, con la propria ragazza, sulle dune di una spiaggia solitaria e, dopo i dolci baci, alzarsi e, tenendosi per mano, correre verso il mare, lasciandosi cullare dalle lievi onde, abbracciati e scaldati dal sole, è il ricordo ricorrente nella memoria dei vecchi che, chiudendo gli occhi, dà loro la struggente illusione di essere ancora giovani.”
Giuseppe Tobia